Quel pallido Gary Cooper

€ 16.00

pp. 304 formato 14x21

Anno 2005

ISBN 88-87048-84-3

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Carlo Villa

Quel pallido Gary Cooper

Stupisce che l'umanità dopo millenni d'orrori, ad opera sopratutto di ben pochi arroganti che nel tempo l'hanno umiliata ai propri fini infami, utilizzando violenze terrene e metafisiche, si trovi ancora oggi nella medesima, se non peggiore situazione d'asservimento, nonostante i solo apparenti vantaggi apportati alla coscienza dalle scienze.

Lo spirito gregario e di rassegnazione, anche quando non sia più dettato dalla fame endemica, dalla malattia subito mortale e da un aldilà ricattatorio, resta il motore prevalente d'una competizione avida e cieca nel favorire ingiustizie e scatenare guerre, con alibi e diversivi non meno infami di quanti la storia possa ricordare. Carlo Villa in cinquant'anni di scrittura ha toccato spesso questi temi, da ultimo in Agrità e in Sotto la cresta dell'onda, apparsi per la stessa SEF, e in Quel pallido Gary Cooper ancora una volta l'indignazione e lo stupore per il destino dell'uomo si sposano a una scrittura densa d'espressività nell'analizzare con l'individuo, l'attualità politica, e lo straniarvisi della letteratura, intesa come civiltà del linguaggio: forma e al tempo stesso contenuto di se stessa, e ascetica disciplina nel saperlo: non a caso sconfitta proprio da chi più lucra sulle sue spoglie. Villa tutto questo lo discorre in un giornale condensato, secondo la profezia d'un Éluard, aiutandoci a leggere tra le righe di quanti se ne trovano nelle edicole, per stanarne le quotidiane menzogne, testimone scomodo dell'odierno degrado verificatosi in ogni campo.

20/06/2005
«Cronache del Mezzogiorno»

Carlo Villa si ispira a Gary Cooper

di Marco Amendolara


01/06/2005
«Libri e riviste d'Italia - n. 2 anno 2005»

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