Largo Italia

€ 10.00

pp. 92 formato 12,5x19,5

Anno 2018

ISBN 978-88-6032-430-6

Ungarettiana

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I confini tra migrazione ed espatrio sono ormai porosi, e la distinzione è in larga parte soggettiva. Ma quando si parla di poesia, l’elemento soggettivo è evidentemente cruciale. Rispetto all’epica, che è il linguaggio poetico della migrazione, e alla tragedia, che è il linguaggio poetico dell’esilio, il linguaggio poetico dell’espatrio tende a essere “prosaico” e desublimante – è una sorta di poesia della non-poesia (e in quanto tale, tipica della modernità). Il poeta esiliato, nella sua poesia, lotta con la disperazione; il poeta migrante lotta con il ressentiment; il poeta espatriato lotta con un fantasma. Nell’espatrio ha luogo una decostruzione, che può sfociare in una ricostruzione della personalità. (E nel rimpatrio, o dis-espatrio, tutto questo movimento si ripete). A volte pare di essere entrati nell’atmosfera di certi racconti fantastici, in cui un personaggio a un certo punto diventa invisibile. Ma vi sono tanti espatrii diversi quanti sono i poeti. E Corrado Paina, come affronta poeticamente il suo espatrio canadese, fra un viaggio e l’altro in Italia e altrove?
In Largo Italia, Paina inventa un personaggio (nessuna poesia “autobiografica” è autobiografica) il quale compie un temporaneo passaggio in Italia – e a Cuba, e in altri luoghi – che è anche un viaggio di ricapitolazione della sua giovinezza, e costruisce un Bildungsroman in versi: a ritmo di gran corsa e all’insegna soprattutto di una voracità intellettuale e culinaria. Ma “culinaria” è un attributo troppo limitativo. L’elemento più originale di questa poesia fortemente espressionistica consiste nel suo profondo senso dell’atto del mangiare, descritto con un’energia che è grottesco-tragica; così che, con una mossa poeticamente brillante, il consumo di cibo alternato al consumo di droga toglie, a queste avventure di gioventù, l’aura del poeta maledetto e al tempo stesso evita la stilizzazio­ne semplificante del comico. Per esempio: «Settimino in una famiglia piccolo borghese / oratorio / movimento studentesco / droga / viaggi / matrimonio / un altro matrimonio / figlio / figlia / famiglia / lavoro e carriera in un’altra nazione / si riducano a / salivazioni ed espansioni culinarie? / mangio per morire / sogno cibo alimenti / rubavo salame confezionato e dischi di Jimi Hendrix / in pausa di riabilitazione / Paff bum!». Dove il congiuntivo esortativo “si riducano” evoca il senso abituale di questo verbo e al tempo stesso (spiega il poeta) allude al suo significato tecnico nel linguaggio della cucina, per cui si riduce la quantità di liquido in un cibo facendolo bollire e così concentrandone il sapore. Che potrebbe anche essere una metafora per l’energica poesia di Corrado Paina.
(Paolo Valesio)

Toronto, mercoledì 5 settembre 2018, ore 19.00

Toronto - Diaspora Series, presentazione di Largo Italia


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