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La Struzione della Tavola Ritonda

(I Cantari di Lancillotto)

Maria Livia Bendinelli Predelli (Curatore)

Studi

Esempio di cultura popolare per eccellenza, i cantari italiani del Basso Medioevo volgarizzano e diffondono fra un pubblico sempre più vasto storie e miti elaborati per l’antica società feudale. Alla fine del Trecento, a Firenze, un poeta non dozzinale pensò di tradurre in sette cantari, nel classico metro dell’ottava, la storia del romanzo La Mort le roi Artu, ultimo anello della grande saga dedicata alle avventure del re Artù e dei suoi cavalieri della Tavola Rotonda.
Nel passaggio dalla Francia all’Italia, dalla società feudale a quella comunale, da lettura per un pubblico aristocratico a spettacolo per un pubblico popolare, il romanzo viene naturalmente trasformato: la vicenda è ridotta a dimensioni ‘borghesi’ e diventa una storia di gelosia, d’adulterio e di vendetta; colorata però dall’aura mitica che ancora circondava i personaggi, dal meraviglioso valore dei cavalieri, dalla conclusione moraleggiante. Soprattutto, il poeta, e forse più precisamente il canterino che potrebbe aver rielaborato il testo, riesce a trasmettere la partecipazione con cui è rivissuta la fine tragica di un’epoca mitica esaltata dalla nobiltà e dal valore.

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prezzo € 18

Edizione a stampa non disponibile per l'acquisto on line

pp. 208  formato 16x24

anno di edizione 2015

isbn  978-88-6032-332-3

supporto cartaceo

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Rassegna stampa

01/12/2015 - Medioevo Romanzo, Volume xxxix, fascicolo ii - luglio-dicembre 2015
La ‘Struzione della Tavola Ritonda’ (I Cantari di Lancillotto)
di Lino Leonardi

Eventi

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